Ma io non ti stavo parlando di temi divini, Diane. Dipende per cosa intendi tu con Dio, perché mi sa che non ci siamo proprio capiti. Tutte le religioni hanno un Dio.
Ogni Dio porta con sè la supponenza di conoscere cosa è giusto e cosa è sbagliato per il prossimo e con sè anche la gerarchia spirituale che va tanto a braccetto con l'amministrazione feudale o capitalista che sia. La storia purtroppo ce l'ha sempre dimostrato.
Dio è un termine assolutista, per questo fa paura.
L'uomo è capace di fare le cose più abiette in suo nome.
Non esiste una dottrina distorta, tutte le sono.
Gli omicidi commessi nel villaggio, sono delle "punizioni", sono il risultato di questa dottrina, sono nuova ed altra dottrina.
Nel mio primo commento, ho voluto dire che l'occhio di Haneke è così universale, da cogliere ogni sfumatura di quella aliena esistenza del villaggio, e il fatto che di per sè è aliena dice tanto, non è gretta, l'avidità con tutte le altre passioni sono solo il risultato di quella alienazione della natura umana e dei suoi impulsi ("Ogni impulso che cerchiamo di soffocare fermenta nella nostra mente e ci avvelena" diceva Wilde). L'alienazione dell'umano dà vita a l'inumano, questa situazione mortifica ogni progresso, è come se il destino si protendesse verso un male sempre più crescente, non verso una redenzione o una correzione delle abitudini e delle passioni dell'uomo, perciò ho affermato "Dio non esiste", perché è alla radice della sua domanda e della sua ricerca che si è perpetuato il regresso, non c'è luce nel futuro, non c'è speranza, quello del villaggio è un destino che non può essere pre-scritto, troppo crudele per avere qualche interdipendenza con un'entità superiore che lo governa.